L’antica Bieda, oggi Blera dal 1952, fa parte del settore Lazio settentrionale detto anche Etruria meridionale. Questo territorio mantiene ancora l’originaria conformazione geomorfologica emergendo da un’isola di tufo vulcanico circondato da aree boscose e fitta vegetazione integrandosi in un ambiente naturale che accoglie numerose necropoli etrusche disposte lungo le pareti rocciose che costeggiano l’abitato e offrendo al visitatore la possibilità di escursioni naturalistiche dove antiche strade e ponticelli in pietra si interfacciano ai resti delle strutture funerarie etrusche andando a creare situazioni paesaggistiche di forte suggestione.

Le origini di Blera sono riconducibili alla fase storica protovillanoviana dell’età del bronzo tra il XII e l’XI secolo a.C. ma databili intorno al VIII-VII secolo a.C. come testimoniano le numerose necropoli che facevano da orbita politica di Tarquinia e Cerveteri. La sua allora posizione strategica di importante snodo viario dell’Etruria meridionale ne favorì il progresso economico e sociale nel corso del VI secolo a.C. La storia successiva dell’Etruria meridionale, a partire dal IV secolo a.C. coinciderà con la conquista delle città etrusche da parte di Roma.


Conquistata e soggiogata ai romani, ai longobardi e ai bizantini, restò poi proprietà della Chiesa romana quando questa, tra il IV e il V secolo riorganizzò i propri possedimenti nel Lazio e cedendola poi al condottiero Lorenzo degli Anguillara da Ceri. Il paese rimase alle dipendenze dirette del governo pontificio fino al 1870 anno in cui venne unita al Regno d’Italia.

L’attuale paese/borgo è cresciuto verso sud lasciando l’antico insediamento di Petrolo coltivato a orti. Già il diplomatico inglese George Dennis scriveva nel 1848: “L’attuale Blera non occupa completamente l’area della città antica. Osservando la vecchia cinta delle mura etrusche, di cui sono evidenti i resti, si nota che la città d’oggi si è ritirata di quasi un miglio dal perimetro originario…” (The Cities and the Cemeteries of Etruria)

In epoca moderna poi, l’Istituto Svedese di Studi Classici di Roma portò avanti un’attenta campagna di scavi a S. Giovenale e Luni sul Mignone promossa dal Re di Svezia Gustavo VI Adolfo anch’esso archeologo.

Il piccolo borgo di Civitella Cesi, unica frazione del Comune di Blera, è arroccato su uno sperone di roccia e dominato dal Castello che risale al XI secolo e prende il nome dal Cardinal Federico Cesi. Fatto merce di scambio come feudo per lungo periodo storico e passato dagli Anguillara ai Torlonia, oggi è di proprietà demaniale

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