Il progetto-mostra “Il grande cerchio magico dei bambini” prende le mosse dall’universalità dei segni e dei disegni dei bambini soprattutto in età prescolare,quando la mente in evoluzione non è ancora condizionata dai prodotti, dagli stereotipi e dalle aspettative dell’età adulta. In questo periodo si realizzano immagini di natura primitiva, istintuali ed espressive che a ben vedere non si discostano dalle ricerche di molti famosi pittori del XX secolo, le rappresentazioni dei quali testimoniano una base comune con quelle infantili, strutturate entrambe da simbolismi di chiara natura arcaica

(Raffaele Santilli, Roma 2012)


Due opere di Mirò (del 1940 la “Stella del mattino”) si incontrano con due disegni di bambini a
pennarello evidenziandone la somiglianza nel tratto colorato e nei moduli che vengono trascinati dalle loro stesse linee di origine nel girovagare nel loro proprio universo biomorfo come una memoria preistorica.


Un’opera di Pollock ispirata all’iconografia
junghiana degli archetipi da cui si sentiva
influenzato.
Ne deriva una simbologia collettiva, patrimonio di
immagini tese a realizzare un’arte universale, e
sotto un olio di Lee Krasner ( Vernal Yellow, 1980 ),
rapportati al disegno di Matteo, 4 anni.
Le forme si lasciano riempire dal colore e i moduli
espressivi delle tre opere hanno un dinamismo in
divenire in virtù delle linee grafiche.

Qui sotto un famoso quadro di Kandinsky del 1913 che non si discosta troppo in forme, colori e ritmo dal disegno eseguito con i pennarelli da Lorenzo (5 anni) .

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